13 agosto 2019

BARBARI

https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2019/08/12/news/i_barbari_visti_da_vicino-



I barbari visti da vicino

Non vengono più da fuori ma sono invasori cresciuti internamente e dunque più difficili da isolare

È da molto tempo che non mi capitava di cogliere un’eco di cose da me dette e pensate nelle dichiarazioni di politici illustri (o presunti tali). Accade oggi, quando leggo che Beppe Grillo denuncia con forza il rischio in Italia di “nuovi barbari”. È la conclusione cui io giungo in una delle pagine finali del mio “Machiavelli e l’Italia” recentemente apparso. I veri “barbari”, in Italia, non vengono più da fuori, come lamentavano e temevano Machiavelli e Guicciardini e tanti altri nella fase conclusiva del nostro Rinascimento, ma ora, — scrivo io, — sono qui da noi dappertutto, un’invasione cresciuta internamente, che rischia di diventare catastrofe. Legittima è secondo me la domanda: è vero che siamo minacciati da “nuovi barbari”, da una nuova ondata barbarica? La mia risposta è senz’altro positiva.

La “barbarie” è quel tipo di fenomeno storico che prevede, sia istituzionalmente sia spontaneamente, la distruzione di ogni aspetto dell’assetto precedente, nell’assoluta vaghezza dei tratti e delle caratteristiche di quello che dovrebbe sostituirlo. In questo senso Matteo Salvini è un autentico barbaro, anche fisionomicamente, direi (o almeno così ha deciso di apparire, e ci riesce benissimo), 

Se le cose stanno così, — e io penso che stiano così, — è evidente che appare lecito e giusto esperire innanzi tutto tutte le misure atte a contrastare l’ondata barbarica. 

 È assolutamente ovvio quello che sto per dire, ma devo dirlo, per concludere. Il capo barbaro rischia di prevalere, soprattutto perché, come ho già scritto altrove, la “barbarie” oggi è dappertutto, costumi, persuasioni etiche, forme della politica, rapporti umani, persino, come è stato più volte notato, usi e abitudini della lingua, impropriamente ormai, definita nazionale, ecc. ecc. Se non s’interviene a cambiare tutto questo (cominciare a cambiare), il barbaro avrà comunque il sopravvento, come accadde nell’antica Roma. Per farlo, non basta l’ampiezza formale dell risposta. Bisogna cambiare le cose, tutte le cose, con idee, programmi,comportamenti... e una visibile, da chiunque inattaccabile buona fede. Lo raccomandava già cinquecento anni fa, dalla sua altezza di pensiero, Niccolò Machiavelli, possibile che non abbiamo ancora imparato questa semplice lezione?
Allora, però, i barbari erano armati di spadoni e archibugi e
chi era più violento e crudele aveva la meglio. Oggi la maggior parte del popolo è disarmato di qualsiasi ideale , di cultura e di quel minimo di discernimento che consente di ragionare con la propria testa .
Arrivano i nuovi barbari , gli uomini forti, che con astuzia  riescono ad incantare la maggior parte della gente, facendo loro promesse irrealizzabili , suggellandole con una miriade di " selfie ".





4 commenti:

  1. Io invece credo che i barbari siano una benedizione del signore, che impedisce ai padroni di casa di fossilizzarsi e sentirsi padroni del mondo. Ciò non vale per Salvini, anti-barbaro per eccellenza.
    ;-)

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  3. I nuovi barbari di oggi somigliano di più a dei pifferai magici che ammaliano il popolo bue privo oramai di capacità di discernimento e di cultura per saper distinguere musica vera da suoni sgraziati che provengono da quei soggetti, suoni che però arrivano alla pancia e trascinano verso il baratro chi li ascolta.

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    1. Ottima immagine, ma forse più che il piffero costoro amano il tamburo, con cui scassano... i timpani dei concittadini.

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