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20 gennaio 2020

Passo falso dai 5S. Ora bisogna tenersela.


Non si smentisce mai, sempre di destra.

Già sottosegretario alla Salute e alla Giustizia nei governi del Cavaliere e fino a marzo componente laica del Csm in quota forzista (eletta dal Parlamento nel 2014), per effetto di nuove alchimie politiche è diventata la prima donna a ricoprire la seconda carica istituzionale della Repubblica
«Non mi piacciono gli atteggiamenti materni o da crocerossina, tanto meno verso Berlusconi» dice di sé. Ma la sua missione, che l’ha resa per un lungo periodo uno dei volti televisivi più esposti tra i forzisti, è stata sempre quella di andare in soccorso del Cavaliere. Nella buona come nella cattiva sorte: dalla battaglia a sostegno delle leggi ad personam al caso Ruby che bollò come «un’ingiustizia».

Ruby nipote di Mubarak: Casellati e Meloni nel mirino per aver approvato quella bufala


Nell'aprile del 2011 Giorgia Meloni e Maria Elisabetta Casellati, insieme ad altri 230 deputati del Pdl e 59 della Lega votavano la bufala su Ruby nipote di Mubarak. Ora al processo si parla delle orge
globalist 17 dicembre 2019

Era il 5 aprile del 2011: 232 deputati del Popolo delle Libertà votavano compatti che Ruby, una ragazza marocchina che il 27 maggio del 2010 era stata recuperata alla Questura di Milano, dove era stata fermata per furto, da Nicole Minetti dietro ordine di Silvio Berlusconi, era la nipote di Hosni Mubarak, ex presidente egiziano. Oltre ai deputati del Pdl, votarono a favore di questa menzogna anche 59 deputati della Lega, 21 dei Responsabili, più Nucara, Mannino e Misiti. Barbareschi si astenne, poi disse che c’era stato un errore. Votarono a favore anche Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, che non trovarono nemmeno posto e diedero il loro voto in piedi. Tra i votanti anche Maria Elisabetta Casellati, attuale presidente del Senato. 

La realtà è tutta qui: oggi la destra attacca ferocemente il Pd su Bibbiano, sui migranti, sul Mes. E l'Italia si è dimenticata che pochi anni fa hanno votato il falso in Parlamento. Almeno, non tutta l'Italia: da ieri, da quando ossia Battilana ha reso la sua testimonianza, i nomi di Giorgia Meloni e Maria Elisabetta Casellati sono tornati trend topic, legati a quella storia che sembra storia vecchia ma non lo è affatto. 


Appena eletta, Casellati ha fatto appello alle donne che "con il loro coraggio e le loro storie hanno costruito l'Italia di oggi". Ma sulle donne scoppia la prima polemica, visto che Elisabetta era favorevole alla riapertura delle case chiuse, tanto da firmare una proposta di legge, voleva cancellare la legge sull'aborto, e quanto alle unioni civili il suo pensiero è inequivocabile: "Lo Stato non può equipararle al matrimonio le unioni civili.

Una donna retrograda , che quando qualcuno o qualcosa non le va a genio assume un'espressione autoritaria, da puzza sotto il naso. Mi ha richiamato alla mente le kapo nei campi di concentramento, quel ruolo che Berlusconi suggerì per Schulz.







2 commenti:

Gus O. ha detto...

Il fascismo è così. Il Duce diceva: dio, patria e famiglia e aveva l'amante, Almirante era contro il divorzio e ha avuto due mogli.
Il problema è sempre lo stesso. L'Italia è ancora fascista e questo spiega il "fenomeno inquietante" che rappresenta Salvini.

Cesare ha detto...

Il fatto è che come presidente del senato doveva restare al di sopra delle parti, secondo una consolidata tradizione. Votare a destra non è contro la costituzione ma fa perdere autorevolezza alla seconda carica dello stato.