16 gennaio 2020

A TUTTI GLI AMICI CHE FREQUENTANO IL MIO BLOB

 1ACon i lunghi capelli ramati mossi dal vento e l'ampia gonna svolazzante, pedalava veloce sulla strada che costeggiava il lago e, da lontano, sembrava una vela mossa da una brezza leggera. 
Era felice in quella bella giornata di sole e l'acqua del lago era azzurra come un'acquamarina dai bagliori lucenti. 
Una nuvola bianca nel cielo era simile a un cammeo scolpito in quell'azzurro smagliante.
Sentiva nel cuore un tacito tumulto: presto avrebbe incontrato il suo amato. 
Egli l'aspettava al limitare del bosco, dove il profumo degli abeti li avrebbe avvolti in un tenero abbraccio. 
Sarebbero stati soli insieme, scambiandosi sussurri ad alta voce, 
nell'assordante silenzio del bosco.


 2B  Enrico rimase vedovo dopo quindici anni di matrimonio. Aveva amato intensamente Beatrice, la moglie pur se non era proprio bella come una dea, ma neanche era brutta come la figlia di Fantozzi. Il vero problema era stato la suocera, un vero fiore di
antipatia: per renderla appena tollerabile aveva impiegato quindici anni. Ad un anno dalla morte della moglie, decise di sposare Genoveffa, la sorella di Beatrice, un capolavoro di bruttezza, molto più vicino alla figlia di Fantozzi della moglie morta. Quando il suo più caro e intimo amico gli chiese ragione di tale suo comportamento autolesionista, Enrico gli rispose:
Non SOPRAVVIVEREI alla fatica di rendere sopportabile un’altra suocera.


3C Un altro bicchiere?
Il tizio col sorriso a trentadue denti sembrava ansioso di attaccar bottone. Lei cercò di assumere un'espressione sdegnosa, non voleva passare per una di facili costumi.
Grazie, non ho sete.
La rispostaccia educata doveva chiudere il discorso una volta per tutte.
Allora un caffè?
Era una festa tristissima, c'era andata solo per ragioni di lavoro. Doveva far numero, come i finti parenti a un allegro funerale in cui conta solo la presenza e la stretta di mano. Nessuno conosceva il defunto ma tutti cercavano di ingraziarsi il senatore.
Intanto cercava di non perdere di vista lo sfortunato erede, dato che il suo compito consisteva nel proteggerlo. Perché poi quel fesso avesse bisogno della scorta, era un mistero.
Mi permetta di presentarmi, continuò il tizio che non era mai stato dal dentista.
Lei gli girò le spalle con sveltezza cercando di allontanarsi. Lo sparo silenzioso colpì il bersaglio al cuore, come un tappo di spumante l'ultimo dell'anno.

Questi sono i tre racconti finalisti del "TORNEO" natalizio 2019 - 2020 e  vi chiedo la cortesia di dare un voto ad ognuno. i voti sono  4  6  8 e potete usarli come volete , cioè assegnando lo stesso voto a tutti e tre o variandoli.
I concorrenti del torneo dovranno votare, unicamente, per gli altri  due.
Spero di essere stata chiara e che mi accontentiate. Potrete votare fino alle ore 00 di domani.
Grazie a tutti.      
Un ringraziamento anche da Albert.






8 commenti:

cristianamarzocchi2@gmail.com