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13 aprile 2021

ALTRO CHE IVAN

   https://www.wired.it/attualita/politica/2021/04/13/navalny-carcere-condizioni/



Nei mesi scorsi Alexei Navalny, l’oppositore politico di Vladimir Putin, era riuscito nel miracolo politico di far parlare di sé in tutto il mondo, compresa la sua RussiaPer Putin la nuova notorietà di Navalny è stata un grosso smacco. Il presidente russo ha una strategia precisa verso i suoi oppositori: fa finta che non esistano. Non li nomina nemmeno. Quando, prima dell’avvelenamento del 20 agosto 2020 con l’agente nervino novichok, Putin si trovava costretto a parlare di Navalny diceva “un certo blogger”. Dall’avvelenamento in po iI video di Navalny che urla dal dolore nel suo aereo per Mosca, le immagini dell’atterraggio di emergenza a Omsk e il ricovero d’urgenza, poi il suo trasferimento in un ospedale in Germania: tutte queste notizie, insieme, avevano fatto massa critica e portato il nome di Navalny sulle prime pagine dei media internazionali. Gli effetti sono stati gli stessi in Russia, dove è diventato il politico più menzionato sui social e il secondo più citato persino dai media statali.

Dal suo ritorno in Russia il 17 gennaio scorso, però, l’oppositore è passato dalla fama e i milioni di visualizzazioni su YouTube all’isolamento completo della prigionia. Il volo con cui tornava nel suo paese è stato prima dirottato su un aeroporto moscovita diverso da quello previsto, in modo da evitare che incontrasse i suoi sostenitori chiamati alla protesta, poi, una volta atterrato, è stato immediatamente arrestato. Nel giro di pochi giorni è stato organizzato un processo lampo, anzi ben due processi, ma tenuti in un solo giorno e dallo stesso giudice, ovviamente in entrambi casi la sentenza è stata di colpevolezza. Da questo punto in poi le informazioni su di lui sono state poche e indirette.Il Cremlino ha deciso per una dura repressione di chi ha protestato contro la sua condanna, i suoi sostenitori di colpo hanno scoperto di rischiare non solo l’arresto ma anche il licenziamento dal posto di lavoro e i suoi compagni di partito sono quasi tutti in carcere o ai domiciliari. Così, su Navalny, è calato definitivamente il silenzio.Sparito dai radarPer silenziare un politico è utile innanzitutto far perdere le sue tracce. Così, Alexei Navalny è stato prima detenuto nel carcere di Matrosskaya Tishina a Mosca, poi il 25 febbraio è stato spostato (senza farlo sapere ai suoi familiari  (la moglie è riuscita a rigugiarsi in Germania) né ai suoi avvocati) in quello di Kolchugino, a circa 160 chilometri dalla capitale, infine nel penitenziario IK-2 della cittadina di Pokrov, che è stato descritto come uno dei più duri di tutta la RussiaA due mesi dal suo arresto Navalny ha fatto sapere di esseregravemente malato. Ha riferito di continui controlli notturni che lo hanno deprivato del sonno, di non sentire entrambe le gambe, di avere febbre e tosse (sintomi che fanno temere un’infezione da Covid-19) oltre che forti dolori alla schiena Martedì 6 aprile un gruppo di medici ha protestato davanti al penitenziario di Pokrov, chiedendo che il dissidente che ha sfidato Putin a viso aperto, tanto da chiamarlo “l’avvelenatore di mutande” durante il proprio processo, possa avere accesso a delle cure da parte di un medico “di cui può fidarsi. La polizia ha però disperso la manifestazione e arrestato molti dei partecipanti, tra cui anche Anastasia Vasilyeva, il medico personale di Navalny, e alcuni giornalisti presenti sul posto compreso il corrispondente di Cnn dalla Russia Matthew Chance.Se in soli due mesi di detenzione le sue condizioni sono peggiorate così tanto allora sembra difficile che Navalny possa resistere in carcere fino alla fine della pena, cioè altri due anni e mezzo.Il pericolo, insomma, è che Navalny possa essere lasciato morire in carcere.Intanto, in Russia i canali tv trasmettono immagini del dissidente in cui sembra essere invece in buona salute. In uno dei filmati lo si vede addirittura bere del tè con un secondino, e in un altro lo si vede dormire durante la notte, come se il video fosse stato girato da qualcuno che lo spiava.

Tanto per curiosità



 

8 commenti:

  1. La mia pena è per il popolo russo che dopo il dominio degli zar, la morte di 20milioni di soldati immolati per abbattere i nazisti, sono caduti nella dittatura di Stalin e altri essere immondi. L'ultimo è Putin che ricatta il mondo intero per le forniture di gas ( Vendite annuali superiori ai 120 miliardi di dollari). Il 25% del totale è acquistato dall'Europa Unita.
    Biden ha definito Putin un assassino, e Putin augurandogli lunga vita gli ha detto che è un burlone.

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  2. La signora ucraina che viene qualche ora al giorno per aiutarmi nelle faccende di casa (io vivo solo e in cucina sono una *frana*) di Putin ha detto questo: "Il Signore ha fatto nascere Putin per dimostrare che il diavolo esiste".

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  3. Non mi sembra che Ivan il Terribile c'entri molto, casomai lo zar-imperatore Nicola II. Ma chi è quell'ebete nella Piazza Rossa?

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  4. Ci sono 2 tigri in Asia. L'aquila americana deve allearsi con una contro l'altra. Il lupo europeo deve rafforzare il branco.

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  5. ..e intanto dobbiamo elemosinare lo Sputnik..

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Purtroppo è tutto vero e giusto quello che hai scritto nel post, la dittatura russa è oggettivamente tangibile e Putin fino a quando un avversario politico e quindi che minacci non solo la sua leadership ma anche il sistema di governo assolutamente dittatoriale, non lo ritiene pericoloso lo schernisce non lo considera lo ridicolizza, ma quando questo non basta ed il soggetto riesce invece a diventare un pericolo concreto fa proprio quello che ha fatto e sta facendo con Navalny. Certo che molta complicità la vedo anche da parte dei paesi occidentali i quali per dare ad Erdogan del dittatore aspettano che manchi una sedia per Ursula von der Leyen e non hanno mai detto nulla invece per il regime che tiene in scacco il suo popolo e stermina i curdi, e con Putin visti gli interessi economici e politici in gioco, fanno peggio , si voltano letteralmente dall'altra parte oppure, non hanno gli attributi per chiedere quello che è giusto, vedi l'Italia con Zaki e prima con Regeni

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