Etichette

21 febbraio 2021

 

https://www.blogger.com/blog/posts/1030225240271430831?blogID=1030225240271430831#allposts/src=sidebar

Misure, la svolta di Draghi: il decreto già domani. Nuovi criteri per i divieti

Decisioni prese in anticipo e condivise con il Parlamento. Un portavoce unico per il Cts. No alla zona arancione. Locali e commercio, l’idea di chiusure differenziate in base al rischio
Ecco la strategia che il governo Draghi intende adottare per sbarrare la strada al Covid e alle sue varianti di pari passo a una potente accelerazione della campagna vaccinale. Già domani mattina sul tavolo del consiglio dei ministri arriverà il nuovo decreto legge con «ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica». Che conterrà la scontata proroga del divieto di spostamento tra le Regioni, che scade il 25 febbraio, ma potrebbe anche anticipare altre misure, in scadenza col Dpcm in vigore fino al 5 marzo.

L’orientamento del governo, rigore, sobrietà nelle comunicazioni, un unico portavoce per il Comitato tecnico scientifico, stop agli allarmi continui dei virologi in tv ma anche invito alle forze politiche (vedi Lega) ad evitare insistenti appelli a riaperture che in questo momento non sono praticabili, è emerso ieri pomeriggio durante una conference call alla quale Draghi ha invitato i ministri Speranza, Gelmini, Franco, Patuanelli, Giorgetti, Franceschini. Sobrietà, condivisione delle scelte, unità, le linee guida, dunque.



 E occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese». Insomma, come sostengono da tempo molti governatori e anche alcuni membri del Cts, andare in un ristorante o in un museo osservando rigidi protocolli che garantiscono distanziamento e misure di sicurezza, non è la stessa cosa che stare assembrati davanti a un locale per un aperitivo o andare a un concerto.

Lasciare lavorare, se serve anche con protocolli più rigidi, le attività commerciali e produttive sicure e prevedere indennizzi adeguati per chi deve rimanere chiuso. È quello che i presidenti di Regione chiedono al governo in una piattaforma di proposte che verrà consegnata alla ministra degli Affari regionali Maria Stella Gelmini.

E le misure da adottare verso coloro che non rispettano le regole? Qui ti voglio!

3 commenti:

  1. Io sono d'accordo in linea di massima. Ma i ristoratori che vogliono tenere aperto rispettando le regole siano coerenti. Perché non voglio più vedere quello che ho notato ieri sera nelle vie del centro di una cittadina adiacente alla mia: i bar ancora aperti dopo le 18.00 e con assembramenti all'interno.

    RispondiElimina
  2. Quello che vediamo nella foto pubblicata è, purtroppo, comune in tutt'Italia. Una certa Italia stufa, ma che non fa nulla perché si torni alla normalità il più velocemente possibile. :(

    RispondiElimina
  3. Veniamo da una situazione che ci vedeva ai primi posti nel mondo, quella della mortalità da Covid, e attualmente siamo ultimi come numero di vaccinazioni praticate.
    Mi sembra chiaro che un cambiamento sia indispensabile. Stranamente il ministro Speranza che ha sbagliato tutto resta nella sua poltrona.
    Draghi avrà qualche virologo che guardando i Paesi migliori darà suggerimenti al Presidente del Consiglio. Tutti partiti che fanno parte della maggioranza dovranno essere d'accordo e non criticare il Governo che li rappresenta. Invece, potrà esporre opinioni diverse FdI che è all'opposizione. I cani sciolti del Movimento 5Stelle dovrebbero osservare il silenzio.
    La nostra speranza è che il nuovo orientamento per risolvere il problema Covid sia buono, chiaro e rispettato da tutti. La via del convincimento è molto più produttiva del ricorso
    alle misure punitive, che logicamente non potranno mancare.

    RispondiElimina

ANONIMI :NO