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01 febbraio 2020

Il suo credo


Odio in rete


L'odio trova spazio anche attraverso i mezzi di comunicazione di massa ma è stata la nascita dei nuovi media, a partire dall'ultimo decennio del XX secolo, a determinare un decisivo salto di qualità nella possibilità di espressione dell'odio, grazie a strumenti comunicativi molto pervasivi che, attraverso la rete Internet, garantiscono una continua disponibilità del canale comunicativo (accessibile non solo da computer ma anche tramite terminali di telefonia mobile, come tablet e cellulari). Rispetto ai media tradizionali, lo strumento della rete Internet per l'espressione di odio (una forma espressiva per la quale è stata coniata la locuzione hate speech) si caratterizza per 4 aspetti che in precedenza erano sconosciuti al mondo della comunicazione di massa:

  • "disinibizione", incentivata dalla sensazione di anonimato.
  • "Permanenza" nel tempo delle espressioni d'odio depositate nel Web, una caratteristica appena mitigata da interventi di moderazione, rimozione, censura, la cui attuazione, però, è solo eventuale e sporadica, oltre a essere spesso resa inutile dall'intervento di un altro fattore, definibile come "ritorno imprevedibile".
  • "Ritorno imprevedibile": è la possibilità che un contenuto rimosso possa ritornare nella rete, o nello stesso posto, o altrove, espresso sotto altro nome.
  • "Transnazionalità" dei servizi di rete coinvolti, che causa, da un lato, l'amplificazione della portata dell'odio, mentre, d'altro canto, rende complicatissima la ricerca di meccanismi legali per combattere l'odio, vista la pluralità degli ordinamenti giuridici coinvolti.

Questi fattori hanno portato all'emergere di un fenomeno sociale di diffusione di vastissime frange di odio, che si scatenano non solo sui tradizionali temi della politica, della sessualità, del razzismo, della religione, ma su perimetri sempre più allargati e su contesti sempre più variabili e perfino imprevedibili, come quando è sufficiente una frase pronunciata da qualche personaggio in televisione a far scatenare un'ondata di commenti carichi di odio sui social network
Uno dei fautori di questo fenomeno che incita all'odio, che suggestiona nella maniera più vergognosa  il 'SUO POPOLO' , ossia la parte meno istruita  del nostro Paese, è Matteo Salvini che continua imperterrito  a fregarsene di tutto e di tutti.

  Salvatore Merlo Lo sciacallo, si sa, lucra approfittando del malessere e dello smarrimento di tutti. Ma la cosa, in Matteo Salvini, ha preso ormai da tempo un andamento scontato, verrebbe da dire meccanico. Il fenomeno si presenta infatti con una frequenza e una regolarità quasi da algoritmo più che da strategia riflettuta. E allora c’è un problema, qualcosa che fa paura agli italiani, arriva un virus sconosciuto dalla Cina, ci sono gli immigrati, gli spacciatori, i rapinatori, ed ecco che lui...



4 commenti:

Cesare ha detto...

Il pensiero rigido è anche automatico, fa presa su chi non vuole o non sa pensare.

Stefania ha detto...

Sai com'è... L'audience prima di tutto

cristiana marzocchi ha detto...

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Patricia Moll ha detto...

Ciao Cris, l'odio é gia pernicioso di per sé.con la rete lo è ancora di più perchè è purtroppo più libero. Anonimato nick... tutto aiuta i vigliacchi a scrivere ciò che pensano e non.
Quando poi ci son certi esempi....