21 aprile 2018

CHI E' LA BESTIA?

 Era il Jack Russell del figlio Roma: lancia cagnolina dal settimo piano e la uccide, arrestato quarantaquattrenne Dopo il folle gesto, l'uomo ha anche insultato gli agenti giunti sul posto, per poi colpirli con calci e pugni Tweet 19 aprile 2018 “Tutte ste pagliacciate, è solo un cane”. Queste sono le parole che un uomo di 44 anni, romano, ha rivolto agli agenti della Polizia di Stato che stavano confortando il figlio a cui aveva appena ucciso, lanciandola dal settimo piano, la sua cagnolina. I poliziotti, intervenuti subito dopo aver ricevuto una chiamata al 112, ieri pomeriggio, hanno individuato l’abitazione, trovando sotto di essa, in un parco, un adolescente in lacrime che stringeva al petto una femmina di
Jack Russell che il padre aveva ucciso. L’uomo,  arrivato sul posto quando si era ormai formato un capannello di gente, ha iniziato a insultare da lontano gli agenti, per poi colpire con calci e pugni i due poliziotti che cercavano di fermarlo. La furia dell’uomo è stata placata usando lo spray al peperoncino in dotazione alla Polizia di Stato. S.P. ha però continuato a colpire le auto della polizia, cercando poi, una volta dentro gli uffici del commissariato Esposizione, di auto-lesionarsi. Gli agenti del Reparto Volanti e del commissariato Tor Carbone hanno accertato che nell’appartamento c’era un altro cagnolino della stessa razza. Si indaga sui motivi del folle gesto. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Roma-lancia-cagnolina-settimo-piano-la-uccide-arrestato-quarantaquattrenne-c3ef7b4c-aebe-4a1e-b8b1-170f2ef1a72c.html

Perché solo le iniziali di questo delinquente? Il fatto è accertato quindi fuori nome e cognome. Quanto detesto questa frase :“Tutte ste pagliacciate, è solo un cane" , anche quando vogliono consolare chi ha perso un cane alcuni dicono  "Dai stai su, era solo un cane" senza cercare di immedesimarsi in chi soffre , lungi dal capire che la presenza di un cane può essere necessaria   a equilibrare molti periodi dolorosi in cui la sua vicinanza affettuosa e comprensiva la sua EMPATIA, sono un grande aiuto, pari a quella che può dare uno psicologo o un confessore
La prima cosa da mettere in atto è, a mio parere,  la revoca della 'patria potestà' a questo individuo che ,  privo di freni inbitori, potrebbe arrivare a gesti estremi verso chi gli vive accanto e osa contraddirlo.

6 commenti:

  1. Cara Cristiana, tutto questo a dell'incredibile, è sconcertante leggere certe cose!!!
    Ciao e buona domenica con un forte abbraccio cara amica.
    Tomaso

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  2. Mi lascia sconcertato che sempre più persona siano prese dalla follia e scarichino le loro frustrazioni rifugiandosi nella violenza (contro persone o animali).

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  3. È chiaro che trattasi di un esagitato, un frustrato dalla vita che non ha ancora trovato il coraggio di ammazzare sua moglie e di buttare dal settimo piano suo figlio. Il suo comportamento all'arrivo dei poliziotti è tipico di chi attacca per non essere censurato. Non conosce i limiti della decenza. L'intelligenza non è cosa che lo riguardi.
    Innanzi tutto cominciamo col mettere in galera e ce lo teniamo per un po' per accertamenti sulla sua tenuta mentale. Reati ne ha commessi un bel po', quindi.
    Poi si potrebbe cercare di privarlo della patria potestà.
    "Era solamente un cane" l'ho sentito dire. Mi rammenta quando nel 1944 a Valentano uccisero un ragazzino tedesco di 16 anni a bastonate in testa. Non aveva un pelo di barba. Indossava la divisa della Whermacht, era un soldatino della gioventì hitleriana. Non aveva fatto alcun male a nessuno in paese. Le donne piangevano ed io sentii uno degli uccisori rimproverarle: "Perché piangete?
    Era solo un tedesco".
    Ecco spiegato al volgo il senso della parola umanità.

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  4. Mio padre rischiò la vita a 10 anni per proteggere il suo cane dalla furia dei tedeschi durante la guerra.
    Sì "era solo un cane".

    Gli animali sono altri.
    Un abbraccio Cri cara.

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  5. Mio padre, ufficiale di marina, portò a casa un cucciolo che alcuni uomini avevano buttato in mare per annegarlo. Il cane viveva con mia nonna. Un giorno si sporse troppo e cadde dal terzo piano. Mio zio chirurgo lo operò con discreto successo. Era molto amico della gatta di mia nonna, che non si lasciava avvicinare da nessun altro. Con me bambino era abbastanza socievole. Si chiamava Tommy. (cesare)

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  6. Una crudeltà. Un cane non è solo un cane è un grande amico.

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