Seguendo una serie televisiva della BBC britannica, che sono tra le migliori, ho visto un episodio in cui compare un tale affetto dalla sindrome di Cotard
Nella sindrome di Cotard vi è un delirio di negazione cronico. La persona crede di non avere certe cose; gli individui che ne sono affetti credono che persone care siano morte o negano di avere parti del corpo, come il fegato, il cuore, etc, oppure credono che il loro corpo si sia trasformato, pietrificato (per esempio una madre che si dispera della morte del figlio nonostante la sua presenza nella stanza del colloquio).[La sindrome di Cotard è una delle malattie più rare oggi conosciute ed è detta anche "Sindrome dell'uomo morto", oppure nel mondo anglosassone "Sindrome del cadavere che cammina".
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Ci ho riflettuto e, pur non essendo più giovane , ho riscontrato in me alcuni sintomi di isolamento, un certo allontanamento dalla vita sociale, un piacere sempre più costante di interagire con gli amici del blog e di navigare in internet per approfondire gli accadimenti politici , e il perché della costante rinascita di atteggiamenti razzisti e della insofferenza verso una cultura più umanistica..
MA NO, non sono affetta dalla sindrome di Hikikomori, sono semplicemente disgustata e, oserei diagnosticarmi la sindrome da Millennio.
4 commenti:
La paranoia è un disturbo della personalità e si associa alle manie di persecuzione, la realtà vista come delirio, aggressività anomala.
Le patologie mentali sono in aumento soprattutto nei paesi "ricchi", una riflessione dovremmo farla. Ciao Cristiana.
sinforosa
L isolamento forse fa un po' parte della realtà che viviamo sempre più virtuale che reale almeno x quanto riguarda la vita sociale . Ciao
Purtroppo "l'aria che tira" non è delle migliori e va peggiorando: la crisi economica è reale, la povertà culturale avanza, la politica è barbara e inefficiente. Eppure ci sono ancora isole di civiltà, di spirito, di crescita personale che riguardano soprattutto i giovani e quei vecchi che hanno la fortuna di non restare troppo isolati. A volte basta un vecchio film... ho appena visto "Adua e le compagne", e la sala era piena.
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