Con l'instaurazione del regime fascista, i diritti delle donne subiscono una radicale battuta d'arresto; l'ideologia fascista vede nella procreazione il dovere primario della donna.[ Una serie di leggi mirano a costringere le donne italiane nuovamente ed esclusivamente al loro ruolo di mogli e madri: ad esempio, il Regio decreto 9 dicembre 1926, n. 2480 vietò alle donne l'insegnamento nei Licei (art. 11), dando l'esclusiva femminile all'istruzione degli istituti magistrali. Il Codice di Famiglia viene ulteriormente inasprito dal fascismo, ponendo le donne in uno stato di totale sudditanza di fronte al marito.
Si attribuisce al Duce questa battuta:”Le donne debbono tenere in ordine la casa, vegliare sui figli e portare le corna”
Per consolidare il proprio regime improntato sull'autoritarismo, Mussolini adottò una politica anti-femminista, che impose alla donna l'esclusivo ruolo di madre-casalinga e facendo così della maternità, oggetto di pubblica esaltazione, a sostegno della forza nazionalista dello Stato
Allo scopo di incrementare le nascite, lo Stato fascista vietò l'uso di anticoncezionali e il ricorso all'aborto, nonché qualsiasi forma di educazione sessuale.
La funzione procreativa femminile, come si è preannunciato, determinò un progressivo allontanamento della donna dalla sfera pubblica.
Poiché le opportunità occupazionali per le donne, andarono drasticamente riducendosi, sino allo scoppio del secondo conflitto bellico, ogni ragazza non riceveva incoraggiamenti a proseguire gli studi
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Anche nel nuovo Codice Penale sono confermate tutte le norme contrarie alle donne, aggiungendovi l'art. 587 che prevedeva la riduzione di un terzo della pena per chiunque uccidesse la moglie, la figlia o la sorella per difendere l'onore suo o della famiglia (il cosiddetto "delitto d'onore").
La posizione del fascismo è rafforzata dalla sua coincidenza con quella della Chiesa con la quale i legami si fanno più stretti dopo i Patti Lateranensi del 1929. Nell'enciclica Casti Connubii (1930) si ribadisce il ruolo primario della donna come madre e si condannava come "contro natura" ogni idea di parità tra i sessi
. E' accolta con favore la medaglia d'argento conquistano dalle ginnaste italiane nella prima partecipazione femminile dell'Italia ai Giochi Olimpici del 1928.
C'è il timore tuttavia che la donna attraverso lo sport possa acquisire troppo indipendenza e libertà e così, anche su pressione del Vaticano, nessuna atleta è inviata a rappresentare l'Italia ai Giochi Olimpici del 1932. Nel '36 la prima medaglia d'oro a una donna italianaLa medaglia d'oro di Ondina Valla,
Possibile che Giorgia Meloni , la leader di Fratelli d'Italia, non abbia pensa to emulare Mussolini proponendo misure analoghe per l'incremento delle nascite? Probabilmente, no, infatti il suo movimento non si chiama "fratelli e sorelle d'Italia" Non si è mai espressa e ignora, o finge di ignorare, quanta poca considerazione avesse il Duce verso le donne, a parte la sua ossessione sessuale.Ecco cosa dovrebbe proporre la Meloni nelle piazze, visto il drammatico calo delle nascite in Italia : fuori le donne dai posti del potere della politica, fuori le donne dai posti dirigenziali, stiano a casa a disposizione dei mariti e gettino via gli anticoncezionali. Dia il buon esempio, da buona donna-madre-cristiana.







