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03 dicembre 2018

Ci mancava anche questa.

Il cervello continua a funzionare dopo la morte: lo studio Usa

Il team dell’università americana, coordinato dal dottor Sam Parnia, ha basato la sua ricerca analizzando quello che accade al cervello quando il soggetto è vittima di un arresto cardiaco.
Secondo quanto riferito dal dottor Parnia a LiveScience e ripreso dal quotidiano britannico Mirror, quando il cuore si ferma, decretando la morte fisica del corpo umano, le cellule della corteccia cerebrale, riconosciuta come la parte “pensante” del cervello, rallentano la loro attività in modo progressivo, rimanendo quindi funzionanti ancora per un breve periodo di tempo.
In pratica, spiega il dottor Parnia, è come se si rimanesse “intrappolati” nel nostro corpo privo di vita per un tempo indefinito

Che orrore!
Un po' come coloro che  si sono svegliati nella cassa da morto e non hanno potuto far niente.
Alcuni di coloro che si sono risvegliati, dopo un arresto cardiaco, hanno narrato di  una grande  luce : speriamo che sia così anche per chi non si risveglia e  che possa andare serenamente  incontro alla luce  

30 novembre 2018

Consigli per gli acquisti

Patetica quell'espressione di lui. Lei  immune?


Avrei pagato un autentico africano per dire " BRONDI chi parla?

Il 50% o il 75% di quanto?

Solo per adulti

La pubblicità costa assai e ,  immaginando una riunione   dii dirigenti di una ditta, seduti intorno ad un tavolo, che scelgono uno spot del genere, mi chiedo: "Ma che c'hanno in testa?

23 novembre 2018

Sin verguenza

 «Quanto ci costerà farla tornare a casa sua per sempre ma con obbligo di dimora e firma!» oppure «Lasciatela li, se è li che è voluta andare». Ha ragione chi pensa, dice o scrive che la giovane cooperante milanese rapita in Kenya da una banda di somali avrebbe potuto soddisfare le sue smanie d’altruismo in qualche mensa nostrana della Caritas, invece di andare a rischiare la pelle in un villaggio sperduto nel cuore della foresta. Ed è vero che la sua scelta avventata rischia di costare ai contribuenti italiani un corposo riscatto. E ci si è messo anche Massimo Gramellini, 
Ma continua :
" una cosa che non riesco ad accettare e un’altra che non riesco a comprendere. Non riesco ad accettare gli attacchi feroci a qualcuno che si trova nelle grinfie dei banditi: se tuo figlio è in pericolo di vita, il primo pensiero è di riportarlo a casa, ci sarà tempo dopo per fargli la ramanzina La sua unica colpa è di essere entusiasta e sognatrice. A suo modo, voleva aiutarli a casa loro. Chi in queste ore sul web la chiama «frustrata», «oca giuliva» e «disturbata mentale» non sta insultando lei, ma il fantasma della propria giovinezza.

Come non pensare a Coso Feltri
PACIFISTA COL KALASHNIKOV di VITTORIO FELTRI (da Libero, 27/08/2004) 

Baldoni: "Un colpo in testa al giornalista che cercava brividi in Iraq"


Se esaminata cinicamente, cioè con lucidità, la disavventura di Enzo Baldoni sconfina nella commedia all'Italiana. Già ieri abbiamo scritto: un uomo della sua età, moglie e due figli a carico, avrebbe fatto meglio a farsi consigliare da Alpitour, anziché dal Diario, la località dove trascorrere vacanze sia pure estreme (si dice così?). Evidentemente, da buon giornalista della domenica egli ha preferito cedere all'impulso delle proprie passioni insane per l'Iraq piuttosto che adattarsi al senso comune. Ciascuno fa come gli garba. E se a lui garbava di mettere a repentaglio la ghirba allo scopo di essere la caricatura dell'inviato speciale, forse sognando di diventare un Oriano Fallaci o un Ettore Mo, c'è poco da obiettare. Molto da obiettare invece c'è sul fatto che adesso tocchi allo Stato italiano di toglierlo dalle pettole (dal milanese: peste). Vabbè. Non facciamoci guardar dietro spendiamo quanto c'è da spendere per riportarlo a casa, questo bauscia simile a certi tizi i quali, durante il week end, indossano la tuta mimetica e giocano ai soldatini nelle brughiere del Varesotto

Il periodo storico che stiamo vivendo, è l'ideale  per scrivere o esprimere a parole questi concetti, è la libertà di ferire che la fa da padrona. Ormai gli ideali, se nobili, son finiti nella discarica per i razzisti che ci circondano.
L'aspirazione di aiutare gli altri , attraverso le proprie capacità è sprecata . Non si ha nessun senso di , non dico empatia, ma di comprensione verso la famiglia ; non parlo di immedesimazione, ma vorrei almeno rispetto per dei genitori che stanno vivendo ore d'angoscia terrorizzati da immagini terribili pensando a ciò che sta subendo la loro figliola.  



22 novembre 2018

COLD CASE

https://www.ilpost.it/2018/07/23/genealogia-genetica-gedmatch-casi-irrisolti-crimini/

La genealogia genetica sta cambiando le indagini sugli omicidi negli Stati Uniti

Molti vecchi casi sono stati risolti grazie a un database di profili genetici messo in piedi da genealogisti dilettanti. 

Il detective Jim Scharf, a destra, durante una conferenza stampa sugli omicidi di Jay Cook e Tanya Van Cuylenbor a Everett, nello stato di Washington, l'11 aprile 2018: grazie alla genealogia genetica questo caso del 1987 è poi stato risolto (Ian Terry /The Herald via AP)Dal furgone che i due avevano usato per andare negli Stati Uniti furono trovate tracce di DNA del presunto assassino, ma gli investigatori non riuscirono a ricollegarle a nessuno. Per capire le potenzialità della genealogia genetica, la storia di come il loro caso è stato risolto è esemplare.

L'assassino, individuato grazie al cugino
La forma dell’albero genealogico che ha portato all’identità del presunto assassino di Van Cuylenborg e Cook (Snohomish County Sheriff’s Office)



 CeCe Moore,  un' ex attrice, è  la pioniera del sofisticato DATABASE di profili genetici, molto più ricco di  quello dell'FBI,   ha fondato l'  Institute for Genetic Genealogy.


Per quanto riguarda l'etica,Debbie Kennett, una ricercatrice del dipartimento di genetica, evoluzione e ambiente dell’University College di Londra, ha detto al Washington Post che le competenze dei genealogisti genetici che collaborano con la polizia dovrebbero essere certificate e che dovrebbero essere scritte delle linee guida per utilizzare i profili genetici nelle indagini, come ne esistono di molto rigide per l’uso degli attuali database genetici usati dalle forze dell’ordine.

Sembra fantascienza  soprattutto per noi , chè  prima che si accordino su regole etiche, passerà mezzo secolo. 

19 novembre 2018

La fantascienza prossima ventura



Quali sono le regole dell’Europa per un’intelligenza artificiale democratica

La tecnologia è alle porte ma per evitare scenari apocalittici alcuni esperti europei hanno indicato i principi etici a cui attenersi L’Europa si prepara alla stagione dell’intelligenza artificiale (Ai). E non si può parlarne senza pensare alla questione etica Per questo è nato, progetto AI4People, una task force di esperti da tutta Europa che hanno pubblicato un documento con una serie di principi e raccomandazioni per porre le basi di una intelligenza artificiale positiva, inclusiva, al servizio dell’uomo.

Quattro principi più uno

Il primo è quello della beneficenza  : l'intelligenza artificiale deve essere sviluppata al fine di promuovere la dignità umana in un modo che sia sostenibile per il pianeta.
 Il SECONDO è quello di 

non fare il male. Uno sviluppo non controllato della Ai può portare anche effetti negativi, come la violazione della privacy e della sicurezza stessa dell’uomo. L’intelligenza artificiale stessa “dovrebbe lavorare contro i rischi che potrebbero sorgere dallo sviluppo tecnologico”. 

Il TERZO è quello dell'autonomia. Le persone devono avere il diritto di prendere decisioni su un trattamento che le riguarda.  È quindi opportuno trovare un bilanciamento tra le decisioni prese dall’uomo e quelle prese dalle macchine. Per dirla con un esempio: “Il pilota deve essere sempre in grado di togliere il pilota automatico” e quindi ogni decisione della Ai deve poter essere bloccata dall’uomo. 

Il quarto è la giustizia. Lo sviluppo dell' Ai dovrebbe promuovere giustizia e cercare di eliminare ogni tipo di discriminazione
”. Questo comporta eliminare le disuguaglianze passate ma anche non crearne di nuove ed evitare di creare un mondo a due velocità. I vantaggi dell’intelligenza artificiale devono essere massimamente condivisi.

L’ultimo principio, quello nuovo, è quello della spiegabilità
. Poichè poche persone stanno disegnando il nostro futuro, è importante capire come lo stanno facendo, seguendo quali regole. Cosa c’è dietro le decisioni di un algoritmo? Chi è responsabile per quelle decisioni? Questi processi devono essere noti a tutti, non solo agli esperti, per creare la fiducia che sarà alla base della relazione tra uomo e macchina.

Ecco un'altra gatta da pelare, in un imminente futuro. Già me li immagino  le migliaia di emendamenti, calza a pennello il detto comasco  " cent co cent crapp, cent cù, dusent ciapp" 
E speriamo che vadano sempre di comune accordo

18 novembre 2018

Si decida!

https://www.repubblica.it/ambiente/2018/11/18/news/termovalorizzatori_inceneritori_e_una_battaglia_linguistica_cosa_dicono_i_numeri_che_ne_bastano_pochi-211989032

Termovalorizzatori o inceneritori: una battaglia solo linguistica.

Quanti sono gli inceneritori?

Oggi gli inceneritori sono tra 40 e 50. Dipende se nel calcolo si inseriscono quelli autorizzati ma non più attivi, o quelli per i rifiuti pericolosi. L'Ispra ne conta 41 distribuiti in modo asimmetrico sul territorio. In testa c'è il Nord: la Lombardia con 13 impianti, l'Emilia Romagna con 8, il Veneto con 2 (Piemonte, Trentino Alto Adige e Fiuli Venezia Giulia ne hanno uno a testa). Altri 8 si trovano nel Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio). Al Sud ce ne sono 7 (la Sicilia è tra le poche regione a quota zero)
                              Se lo dice lui, vanno benissimo!