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21 ottobre 2021

Difficile ma non impossibile.

 

Forza Italia, Berlusconi: "Gelmini fuori dalla realtà. Draghi? Meglio resti premier". Salvini: "Se il Cavaliere si candida al Colle ok dal centrodestra"

Elephant in the room è un'espressione tipica della lingua inglese per indicare una verità che, per quanto ovvia e

appariscente, viene ignorata o minimizzata. L'espressione si riferisce cioè ad un problema molto noto ma di cui nessuno vuole discutere
, oppure ad un particolare elemento di tale problema. L'idea di base è che un elefante dentro una stanza sarebbe impossibile da ignorare; quindi, se le persone all'interno della stanza fanno finta che questo non sia presente, la ragione è che così facendo sperano di evitare un problema più che palese. Questo atteggiamento è tipicamente adottato in presenza di tabù sociali o di situazioni imbarazzanti.

IMBARAZZANTE ? Molto di più! Scabroso , da vergognarsi

Bugie sulla P2 (falsa testimonianza). Nel 1988, nel processo di Verona nato dalla sua querela ai recensori del libro Inchiesta sul Signor Tv di Ruggeri e Guarino, B. dichiara: “Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo… Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata richiesta”. Ma lo scandalo è del 1981 e la sua iscrizione del 26.1.1978, con pagamento della quota associativa di 100 mila lire. Così, da parte lesa, B. diventa imputato per falsa testimonianza. La Corte d’Appello di Venezia, nel 1990, sentenzia: “Ritiene il Collegio che le dichiarazioni dell’imputato non rispondano a verità … smentite dalle risultanze della commissione Anselmi e dalle stesse dichiarazioni rese del prevenuto avanti al giudice istruttore di Milano, e mai contestate… Ne consegue che il Berlusconi ha dichiarato il falso”, rilasciato “dichiarazioni menzognere e compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del delitto di falsa testimonianza”. Ma “il reato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia” (del 1990).

Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione). Condannato per corruzione in primo grado per quattro tangenti a 12 ufficiali delle Fiamme Gialle, poi prescritto in appello per tre mazzette e assolto per insufficienza di prove sulla quarta, nel 2001 B. viene assolto in Cassazione per insufficienza di prove per tutti e quattro gli episodi, mentre i manager Fininvest e i finanzieri vengono tutti condannati. Per la Suprema Corte non si è riusciti a sciogliere il nodo di chi fra Silvio e Paolo B. autorizzò le mazzette. Ma è dimostrata la “predisposizione della Fininvest” a corrompere la Gdf, cioè a “gestire in modo programmato le situazioni oggetto di causa, anche con la formazione di fondi per pagamenti extrabilancio” comprando “la deliberata sommarietà e compiacenza delle verifiche fiscali” con “consistenti dazioni” e “favori”.

All Iberian-1 (finanziamento illecito ai partiti). Condannato in Tribunale insieme a Bettino Craxi per avergli versato nel 1991 estero su estero (in Svizzera) dai conti All Iberian mazzette per 23 miliardi di lire, B. si salva col suo complice in appello per prescrizione. Ricorre in Cassazione per essere assolto, ma la Suprema Corte nel 2000 conferma: è un colpevole che l’ha fatta franca. “Le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su estero dal conto intestato alla All Iberian al conto Northern Holding (uno dei tre di Craxi in Svizzera, ndr) furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest Spa, con il rilevante concorso di Silvio Berlusconi quale proprietario e presidente” e da altri manager del gruppo. Dunque niente assoluzione. “Non emerge negli atti processuali l’estraneità dell’imputato”. Infatti è condannato a pagare le spese di giudizio.

 All Iberian-2 (falso in bilancio). B. è imputato per centinaia di miliardi di lire di fondi neri nascosti ai bilanci Fininvest, accantonati all’estero nelle società offshore della tesoreria occulta All Iberian e usati negli anni 80-90 per fini inconfessabili: corrompere politici (come Craxi), giudici romani, prestanome (in Tele+ e Telecinco), scalare occultamente società (da Standa a Mondadori) in barba alle leggi e ai controlli di Borsa. Nel 2005 il Tribunale lo assolve con i suoi manager perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” (l’ha depenalizzato lui nel 2001 con la riforma del falso in bilancio).

Difficile, ma non impossibile, in Italia

Seconda puntata

C'è una pioggia sottile e fastidiosa. Su Silvio Berlusconi rimbalza, neanche la sente. È ipnotizzato. Euforico. Porta gli anni in spalla, a fatica. Si sente comunque in sella. Sogna il Quirinale, sfidando ogni legge della fisica e della politica. Pranza con Angela Merkel, sembra il 2005, o il 2008, o comunque tanti anni fa. In mezzo, poteri giganteschi e rovinose cadute. "

Fa un regalo ad Angela Merkel, forse un quadro di Botero, per ricordarle quando il Cav. la definì una 'CULONA'

 Vivere come Berlusconi, essere Berlusconi per mezza Italia è stato un sogno, per l'altra mezza - alla quale appartengo - un autentico incubo. Tutto quello che ci ripugna, in termini di vita, gusti, ambizioni, estetica, etica, era da lui superbamente interpretato.
Dall'amaca di Michele Serra


 


10 commenti:

Cesare ha detto...

E cosa dicono di un mammuth dentro le camere?

Roh ha detto...

È una mummia. Parla a fatica, ragiona ancora peggio. La Nera Signora è sempre più vicina. Al di là del fatto che in politica qui in Italia finisce di tutto e di più, mentre per fare il semplice custode devi avere il prerequisito di onorabilità (non aver subito condanne e non aver procedimenti in corso), ma nel centro-destra da mo' senza più "centro" vogliono davvero candidare un rottame umano che magari il giorno stesso dell'elezione potrebbe tirar le cuoia? Ma un minimo di buon senso no?

accadebis ha detto...

L'onnipotenza, e il suo delirio, è una brutta bestia. Berlusconi ne ha passate di ogni, da Bossi che lo chiamò "Berluskaizer" (e mandò a casa il suo governo nel '94) a tutte le varie rinascite successive. Sembra finito e poi non lo è. Hai fatto bene a elencare alcune questioni su cui è incappato: dalla P2 alle tangenti e il caso All Iberian.

Tuttavia penso sempre che i nodi vengono al pettine, e non voglio passare per un ottimista. La gente cambia nel tempo, e intendo dire che non siamo tutti scemi e non ci siamo tutti bevuti il cervello. Certo lui si propone, ci prova (senza ritegno e senza vergogna), ci spera ma dubito che riesca ad avere i voti per diventare Presidente della Repubblica.

Ormai è sempre di più finto, truccato in faccia e con capelli in testa super finti. Arriverà il suo tramonto perché ho sempre pensato che nella vita tutto ha un inizio e tutto ha una fine. E' così nell'andare delle cose della vita e lo sarà anche per lui. E' solo questione di tempo.

Un salutone

Cesare ha detto...

@accadebis. Non vorrei difendere B. ma neanche lui è così rimbambito. A lui basta la nomination dei suoi due rampolli pseudolitigiosi.

Gus O. ha detto...

Il nano: uno dei ladri più abili nati in Italia.

accadebis ha detto...

La nomination della sua parte politica non basta. Per diventare Presidente della Repubblica ci vogliono accordi fra le parti politiche e molti più voti dei parlamentari di quelli può avere oggi. Dubito fortemente che Mister B. abbia tutta questa disponibilità. Io non ho detto che rimbambito, anzi. Ha dimostrato scaltrezza e furbizia e ogni volta che lo si da per tramontato lui, in vari modi, risorge. Ma che riesca nel suo intento di diventare Presidente della Repubblica è tuto da vedere, e mi auguro che proprio non ci riesca.
Un salutone

Cesare ha detto...

@accadebis Gli basta non per essere eletto ma per sentirsi soddisfatto come salvatore e quindi capo della destra in crisi. Non è così ingenuo da sperare di diventare presidente della repubblica, cosa quasi impossibile.

cristiana marzocchi ha detto...

Non gli basta Cesare! Si illude, mica ragiona come te. Ci crede!

Giovanni ha detto...

Nel mio piccolo ho combattuto "forza Italia"
è non mi capacitavo che un 80% degli italiani al grido "Viva la seconda Repubblica"
Dal 94 ad oggi una decadenza politica dalla pochezza dei politici.

guisito ha detto...

@accadebis -Per diventare Presidente della Repubblica ci vogliono accordi fra le parti politiche e molti più voti dei parlamentari di quelli può avere oggi". Gli accordi tra le parti e i voti si comprano e lui non è nuovo a compavendite del genere.